Albanian Symphony

SINOSSI | Giada, collaboratrice in una casa editrice, è tormentata da un incubo ricorrente, in cui vede se stessa vagare in una periferia sconosciuta. Il confronto e il dialogo con l’amica Paola la aiutano ad indagare i suoi stati d’animo, fragili e sofferenti anche per la storia appena conclusa con Fabio, suo ex fidanzato. Le visione oniriche – però – si rivelano essere  sintomo di qualcos’altro …

Plyr

Il progetto della colonna sonora

nasce da un'idea essenziale, sottolineata dall'uso di soli tre timbri.

I. Clarinetto, violoncello, pianoforte

Tramite l’uso di effetti, tecniche estese e un sapiente sound design, la musica evoca la dimensione della memoria, che accompagna la protagonista nell’intera storia. La prima necessità era quella di inserire, nella mia scrittura, un elemento pregresso della sceneggiatura che si stratificasse al suo interno, che creasse una invisibile ma percepibile presenza. La mia ricerca mi ha portato a prediligere l’uso della voce: canti improvvisati che derivano dalla tradizione popolare albanese sono stati registrati proprio in Albania e hanno la funzione – nelle scene degli incubi – di creare il primo collegamento con il passato della protagonista.

II. Evocazione

Successivamente, ricavando altro materiale dalle note sulle quali queste melodie si articolano, ho sviluppato una seconda stratificazione che ho assegnato al violoncello, modellandola in una sorta di effetto bordone, richiamando il ruolo che in tale repertorio è sostenuto dalla çiftelia, la tipica chitarra albanese. Mentre il pianoforte è usato in modo percussivo, il clarinetto si arrampica sul totale di queste superfici sonore, fiorendo in maniera ricca e nervosa.La scena del secondo dialogo è accompagnata da un brano lento: accordi posati prodotti dal pianoforte accompagnano la melodia del clarientto che sembra farsi largo nel dialogo tra le due protagoniste.

III. Il legame tra passato e futuro.

La musica per la scena finale recupera il procedere ritmico/melodico del tema del sogno, venendo però soffuso da nuovi elementi che ostentano un sapore più etnico. Clarinetto e violoncello si abbracciano nell’epilogo della storia. I due strumenti, in un misurato equilibrio, cercano però anche di resistere l’uno nei confronti dell’altro. Sul finale, il violoncello rimane solo sui titoli di coda.